La Radiofonia Digitale in Italia

radioe tv Foto by legambientelazio.it

La tecnologia digitale terrestre adesso non riguarda più solo le tv ma approda anche nel settore radio. In realtà, l’avvio della sperimentazione in digitale nel settore radiofonico, sarebbe dovuto cominciare da tempo, almeno da quando è iniziata per la televisione o poco dopo, ma per una serie di motivi ne è stato ritardato il lancio. Adesso, tutto sembra pronto e la conferma ne è stata annunciata alcuni mesi addietro, quanto Rai Way, Aerenti-Corallo e Radio Nazionali Associate, hanno deciso la nascita per la Radiofonia Digitale in Italia. Si prospettano grandi novità per il futuro di chi ascolta la radio in Italia.

Radio, il peso piuma dell’informazione

Oggi il quotidiano la Repubblica (qui) ha pubblicato un’indagine sulla fiducia degli italiani nei mezzi d’informazione, a firma di Ilvo Diamanti. I dati della Demos&Pi si trovano a questo indirizzo. La radio ne esce abbastanza male, come un media in sostanza poco rilevante. Infatti, la utilizza tutti giorni per tenersi informato solo il 40,5% degli intervistati, contro l’86,7% della tv. Ma soprattutto, solo il 45,9% del campione ha molta o abbastanza fiducia nei notiziari di Radio Rai, molto meno di Tg regionale (72,8%), Tg3 (63,8%), Tg1 (63,6%), Tg2 (62,4%)  e Tg5 (56,7%). E’ anche vero che nel caso della radio una bella fetta di intervistati, il 23,8% , non si esprime. Bisogna quindi considerare due casi:

  1. Quel minuscolo 45,9% si riferisce a tutti gli intervistati. In questo caso, facendo i dovuti calcoli, i giornali radio Rai riscuoterebbero tra chi li conosce più o meno gli stessi consensi dei telegiornali Rai, che sono al contrario ben conosciuti.
  2. Il 45,9% si riferisce solo agli effettivi ascoltatori della radio. In questo caso la situazione sarebbe veramente  allarmante.

Leggi tutto »

Linus: rispetto per la tv, ma la radio è un’altra cosa

Ieri è ricominciato su Radio Deejay il programma di Linus. Nel suo blog (qui) racconta che molti ascoltatori lo hanno invitato a tornare in onda, quasi con una punta di rimprovero. Il perché lo spiega con questo commento sulla radio:

Abituato a sentirmi parte di quella famiglia allargata che è il mondo della comunicazione, mi fa sempre specie il poco celato rimprovero che c’è nel vostro invito a tornare a in onda. Come se, incontrando Gerri Scotti o Ezio Greggio, gli chiedeste di darsi una mossa e ricominciare coi Passaparola e le Strisce. Poi penso che, pur con tutto il rispetto per la sorella più famosa, la radio è un’altra cosa. La radio non è un media ma è una persona, invisibile ma presente in maniera quasi fisica, di cui in parte conoscete i lineamenti ma della quale ognuno di voi si è costruito una propria rappresentazione virtuale.
Ed è questa presenza così intima che vi manca, è un pezzo di vita quotidiana che vi togliamo ogni volta che ce ne andiamo.

Leggi tutto »