Operazione antipirateria nelle radio

L’agenzia Agi segnala una nuova operazione della Guardia di Finanza contro radio “pirate”. Le emittenti non avrebbero pagato i diritti d’autore per i brani musicali mandati in onda.

(AGI) – Roma, 22 lug. – Dodici postazioni informatiche, 70mila files musicali formato digitale “mp3″, “mp4″ e “avi”, 15mila cd originali e 15mila dischi in vinile. E’ il materiale sequestrato “in flagranza di reato” dalle Unita’ speciali della Guardia di finanza impegnate im numerose ispezioni nei confronti di televisioni e radio locali e nazionali in coordinamento con l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e la Direzione antipirateria della Siae. Obiettivo dell’operazione, che comprende anche controlli di tipo fiscale, “verificare la regolarita’ delle autorizzazioni all’esercizio radiotelevisivo e il rispetto della normativa in materia di diritto d’autore”. Molte le regioni controllate su tutto il territorio nazionale, in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. L’utilizzo delle piu’ recenti tecniche di indagine informatica ha condotto gli investigatori presso le sedi operative delle societa’, dove e’ stato accertato che “le emittenti non risultavano in regola con le autorizzazioni e le condizioni generali di licenza concessa dalla Siae per l’utilizzazione del repertorio musicale da essa amministrato, ne’ avevano mai corrisposto alcun compenso”.

Leggi tutto »

Webradio, alti costi per i diritti d’autore

E’ stato annunciato un accordo negli Stati Uniti tra webradio e detentori dei diritti d’autore della musica trasmessa in streaming. Questo è l’inizio della notizia della Reuters che trovate a questo indirizzo:

SAN FRANCISCO (Reuters) – Artisti e case discografiche hanno raggiunto un accordo oggi con le emittenti radio che trasmettono musica su internet riguardo il pagamento dei diritti d’autore, risolvendo una disputa risalente a oltre due anni fa su come distribuire le entrate derivanti dalla musica in streaming sul web.

L’accordo prevede un sistema differenziato di pagamento dei diritti d’autore per le emittenti grandi e per quelle piccole che trasmettono musica su internet, come il popolare servizio offerto da Pandora Media. [...]

Leggi tutto »

Le web radio, un fenomeno che ha cambiato il modo di ascoltare la musica

foto_computer_01.jpg
Si sente sempre più parlare di web radio, si è cercato di spiegarne il fenomeno da un punto di vista antropologico, sociale ed economico. Senza troppo burocratese e parole difficili, le web radio riguardano la trasmissione radiofonica via internet, che avviene attraverso un semplice software scaricabile da chiunque. L’audio delle trasmissioni viene inviato sottoforma di flusso dati-audio compresso, che viene definito streaming e che deve essere decodificato dal computer ricevente attraverso un lettore multimediale.
Nato in America come fenomeno di massa, la diffusione multimediale di programmi musicali non ha trovato, da subito, nel nostro Paese un terreno fertile e si è dovuto aspettare, infatti, qualche anno per vedere un aumento consistente delle web radio. Le prime radio italiane a trasmettere su internet sono state Radio Cybernet e Radio Monnezza; diverso, invece, è il panorama attuale che vede un numero sempre crescente di emittenti radiofoniche attente alle potenzialità del web, da Radio DJ a Radioitalia, da Radio Monte Carlo a Radio Kiss Kiss, solo per citarne alcune.
Creare una web radio è facilissimo e tutti possono riuscirvi, basta avere un buon pc, una normale scheda audio, file Mp3, scaricare il software necessario e dotarsi di un microfono e una cuffietta; in poco tempo e senza spesa. Attenti però a non scontrarvi con i limiti imposti dalla SIAE, che regolamenta tutte le web radio attraverso un contratto chiamato “Modulo AWR”; la canzoni trasmesse, infatti, sono tutelate dalla Società Italiana degli Autori e degli Editori, che ne garantisce i diritti. Le radio, che usano internet per la propria diffusione, sono divise tra amatoriali, istituzionali e commerciali e alle prime due è imposto di non trasmettere pubblicità, di alcun tipo.
Grazie all’abbattimento dei confini geografici e alle spese irrisorie, che bisogna affrontare per la realizzazione, le web radio sono diventate un veloce veicolo di musica e di informazioni e hanno avuto uno sviluppo notevole, soprattutto, nel campo universitario. Sono tantissime, infatti, le web radio usate da docenti e studenti all’interno dei vari Atenei sparsi in tutta Italia; viene, così, sperimentata una nuova formula di fare didattica che si allontana dal tradizionale metodo di studio. La prima Università italiana a trasmettere è stata l’Università di Siena, con il progetto “Facoltà di Frequenza” e oggi tra le tante spicca Radio Zammù, che prende il nome dalla tipica bibita siciliana. Questa web radio è nata dal Laboratorio sulla Radio sul web, nell’ambito del MediaLab della facoltà di Lingue e letterature straniere, e oggi è la radio dell’Università degli studi di Catania. L’obiettivo è quello comunicare efficacemente con gli studenti medi che devono scegliere gli studi accademici, gli studenti universitari che stanno per conseguire la laurea e i neolaureandi che si accingono ad affrontare il mercato del lavoro o il proseguimento degli studi in percorsi di specializzazione. Questo solo un esempio pescato nel vasto panorama delle web radio universitarie.
Allora non ci resta che cliccare sulla tastiera e ascoltare in tutta comodità, da casa, la musica che più ci piace.