Appello di Radio Radicale

Ancora una volta Radio Radicale è nei guai, a rischio ridimensionamento o chiusura se non sarà rinnovata la convenzione per la trasmissione delle sedute del Parlamento, in scadenza il 21 novembre. Sarebbe un peccato, perché malgrado le iniziative della Rai e del Parlamento stesso, Radio Radicale e il suo sito sono spesso gli unici media che riportano velocemente, il giorno stesso, e in modo facilmente accessibile la registrazione di importanti sedute. La radio mette a disposizione anche un ricco archivio, con ottime chiavi di ricerca. Oggi c’è stata una conferenza stampa, con un confronto con Gr Parlamento, che in realtà fornisce poche informazioni rispetto a se stessa. Per esempio, è stato detto che per Radio Radicale i costi sono di 8,3 milioni l’anno, mentre mancano i dati di Gr Parlamento. Inoltre, è stato spiegato che nel ’98 è stata prevista una gara per assegnare il servizio pubblico, ma non è stata mai effettuata. Per ottenere un sostegno dal pubblico, la radio lancia una raccolta di firme sul suo sito.
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Il giornale radio secondo Preziosi

Chiarezza, immediatezza e completezza dell’informazione radiofonica: sono queste le tre promesse di Antonio Preziosi, direttore GR Rai, agli ascoltatori. Oggi c’è stata in Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi l’audizione di Preziosi. L’idea di Preziosi è di fare di Radio Uno, di cui è direttore, “la Cnn della radiofonia italiana”, “un canale realmente all news, una moderna radio di flusso in cui informazione, programmi e musica fluiscano morbidamente in una sorta di tapis roulant”. L’idea dell’informazione di Preziosi è quella di tenere gli ascoltatori incollati alla radio come in Il calcio minuto per minuto (e chissà quando ci sarà l’approfondimento). La musica non sembra protagonista nella Radio Uno di Preziosi, che la vuole “accattivante e non distraente”.
Durante l’audizione sono emerse critiche sulla ripartizione degli spazi dedicati alle forze politiche, per esempio a Radio anch’io e Zapping. Problemi anche per la semplice ricezione: “la radio non si sente”. Per esempio, secondo i dati di Preziosi, Radio Uno si ascolta nell’ 86% della Lombardia, non di più, perché è questa l’effettiva copertura fm. Analizzata anche la questione dello spacchettamento (Gr1per rispondere alla domanda di informazione, Gr2 dotato di un linguaggio con discontinuità e rivolto a un pubblico giovane, con molto ritmo, un Gr3 di tono alto, caratterizzato da temi di politica, cultura e istituzionali) e del peso di Audiradio. Nelle battute finali Preziosi ha aggiunto che potenzierà il sito web di Radio Uno, facendolo diventare fonte di news.
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I commenti alla bocciatura del Lodo Alfano

Questa mattina i programmi di rassegna stampa e informazione sono stati monotematici, o quasi. Argomento di discussione la bocciatura del Lodo Alfano, la legge che sospendeva i processi per le quattro più alte cariche dello Stato. Ieri infatti i giudici della Corte costituzionale hanno deciso che il Lodo Alfano viola la Costituzione agli articoli 138 e 3. Conseguenza: ricominciano i processi nei confronti di Silvio Berlusconi.
Una delle trasmissioni migliori è stata la puntata di Prima Pagina, su Radio Tre (podcast qui). Questa settimana conduce Massimo Franco, notista politico del Corriere della Sera. E’ stata una puntata equilibrata, acuta, nello stile Corsera.
Ugualmente acuta, attenta a tutte le voci, nello stile radicale, è stata la puntata di Stampa e regime, su Radio Radicale, condotta da Massimo Bordin (qui il podcast), con una occhiata finale ai rinnovati buoni rapporti tra cattolici e Berlusconi, diversamente dai “laiconi”.
Anche Radio anch’io, su Radio Uno, ha dedicato la sua puntata al Lodo Alfano (vedi qui).

Radio Radicale sull’iPhone

Anche Radio Radicale è sull’iPhone. Qui ci sono le informazioni su come fare, a parte avere il super cellulare. Adesso si possono ascoltare le sedute di Camera e Senato in mobilità. Insomma, se non ci pensa la Rai, ci pensa Radio Radicale.

Rai, primi nomi per le poltrone

Ancora ipotesi sulle nomine Rai, e quindi anche per le radio. Questo è l’articolo della Stampa, che si trova qui.

[...] Ancora da risolvere, poi, l’assetto della radiofonia: sarà presentato probabilmente la settimana prossima il business plan sullo “spacchettamento”. Tra i nomi che girano, quello di Antonio Preziosi per Radio1-Gr1; Flavio Mucciante (Udc) per Radio 2-Gr2; Marino Sinibaldi, area Pd, per Radio 3. Il Gr3, insieme al Gr Parlamento, potrebbe andare a Riccardo Berti, ex collaboratore di Bonaiuti a Palazzo Grazioli. Per Isoradio si fa il nome di Aldo Papa, ex addetto stampa del ministro Castelli; e se il dg Masi volesse lasciare l’interim alle relazioni istituzionali, potrebbe essere assegnato a Marco Simeon [...].

Su cosa potrebbe cambiare nei giornali radio non c’è grande discussione. In che modo l’informazione potrebbe cambiare? Forse a molti poltici questo non interessa, ad alcuni cittadini sì. L’unico commento che ho trovato è questa intervista di Radio Radicale (si trova qui) a Marco Beltrandi, membro della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi. Beltrandi si lamenta della scarsa qualità dell’informazione Rai, ma anche del fatto che non sono state spiegate le ragioni dello “spacchettamento” del giornale radio.

E’ il microfono, bellezza

A questo indirizzo si può ascoltare una puntata di “Te La Do Io Tokyo”, trasmissione di Radio Centro Suono Sport, emittente dedicata alla Roma. La puntata viene rilanciata da Radio Radicale. Come mai? Il conduttore Mario Corsi sta parlando con il sindaco di Roma Gianni Alemanno e con il radicale Mario Staderini a proposito del ripensamento del Comune di Roma di costituirsi parte civile nel processo per pedofilia contro Don Ruggero Conti. Il Comune di Roma non si era costituito solo per una svista, sostiene Alemanno, che appare a disagio per tutta l’intervista. Non solo calcio quindi a Centro Suono Sport. Infatti, sul sito della radio, nella pagina di presentazione di Te La Do Io Tokyo, ci spiegano che “lo straordinario successo di questa trasmissione non è da attribuire al semplice interesse sportivo ma anche al fatto che, quotidianamente, vengono affrontate tematiche sociali riguardanti la capitale e, quando possibile, il resto del mondo”. Alla fine, dopo aver ascoltato la trasmissione, viene da pensare che è uno dei rari casi in Italia in cui si può dire: “E’ la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente”.