105 University riparte dal 23 gennaio in tutti gli Atenei italiani

logo_radio105.gif

Ritorna anche quest’anno l’atteso appuntamento di Radio 105 con gli studenti universitari di tutta Italia; Ylenia, Alvin, Alessandro Cattelan, Pippo Palmieri e gli amici dello Zoo di 105 saliranno in cattedra per offrire i propri microfoni ai nuovi talenti che si cimenteranno non solo nella conduzione di programmi radiofonici, ma anche a tutti i giovani cantanti, musicisti, cabarettisti, comici, imitatori e attori che vorranno esibirsi dal vivo. Un’ occasione molto attesa anche dagli stessi docenti che hanno l’opportunità di confrontarsi con le nuove tecnologie della comunicazione radiofonica.
Una grande manifestazione che Radio 105 seguita a riproporre dal 2006; partiti dalla Bocconi di Milano, gli speaker della radio hanno fatto capolino alla Sapienza di Roma e di lì a Napoli, Urbino, Venezia, Reggio Emilia, Cagliari e Bari ottenendo sempre grandiosi risultati. Con 105 University tornano le grandi dirette di 105 e 105 Lab che permette a tutti di partecipare alle “lezioni” pratiche sul funzionamento di un grande network; ma tanto altro ancora, MyRadio,infatti, con la sua innovativa frequenza on-line consente di cimentarsi in diretta on air.
Il primo appuntamento on-line e live del 2009 vede protagonista l’Università di Teramo che sarà in onda il 23 gennaio dalle ore 10.00; dall’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, nel Campus Coste Sant’Agostino, partirà una fantastica giornata in compagnia di studenti, professori e Radio 105. Per diventare la star del momento e capire le proprie potenzialità si può inviare, tramite il sito ufficiale della radio, la propria performance e partecipare così allo show di 105; MyRadio, infatti, diventa il trampolino di lancio di tutti i futuri artisti universitari del momento.
Per saperne di più sintonizzatevi sulle frequenze di Radio 105.

Le web radio, un fenomeno che ha cambiato il modo di ascoltare la musica

foto_computer_01.jpg
Si sente sempre più parlare di web radio, si è cercato di spiegarne il fenomeno da un punto di vista antropologico, sociale ed economico. Senza troppo burocratese e parole difficili, le web radio riguardano la trasmissione radiofonica via internet, che avviene attraverso un semplice software scaricabile da chiunque. L’audio delle trasmissioni viene inviato sottoforma di flusso dati-audio compresso, che viene definito streaming e che deve essere decodificato dal computer ricevente attraverso un lettore multimediale.
Nato in America come fenomeno di massa, la diffusione multimediale di programmi musicali non ha trovato, da subito, nel nostro Paese un terreno fertile e si è dovuto aspettare, infatti, qualche anno per vedere un aumento consistente delle web radio. Le prime radio italiane a trasmettere su internet sono state Radio Cybernet e Radio Monnezza; diverso, invece, è il panorama attuale che vede un numero sempre crescente di emittenti radiofoniche attente alle potenzialità del web, da Radio DJ a Radioitalia, da Radio Monte Carlo a Radio Kiss Kiss, solo per citarne alcune.
Creare una web radio è facilissimo e tutti possono riuscirvi, basta avere un buon pc, una normale scheda audio, file Mp3, scaricare il software necessario e dotarsi di un microfono e una cuffietta; in poco tempo e senza spesa. Attenti però a non scontrarvi con i limiti imposti dalla SIAE, che regolamenta tutte le web radio attraverso un contratto chiamato “Modulo AWR”; la canzoni trasmesse, infatti, sono tutelate dalla Società Italiana degli Autori e degli Editori, che ne garantisce i diritti. Le radio, che usano internet per la propria diffusione, sono divise tra amatoriali, istituzionali e commerciali e alle prime due è imposto di non trasmettere pubblicità, di alcun tipo.
Grazie all’abbattimento dei confini geografici e alle spese irrisorie, che bisogna affrontare per la realizzazione, le web radio sono diventate un veloce veicolo di musica e di informazioni e hanno avuto uno sviluppo notevole, soprattutto, nel campo universitario. Sono tantissime, infatti, le web radio usate da docenti e studenti all’interno dei vari Atenei sparsi in tutta Italia; viene, così, sperimentata una nuova formula di fare didattica che si allontana dal tradizionale metodo di studio. La prima Università italiana a trasmettere è stata l’Università di Siena, con il progetto “Facoltà di Frequenza” e oggi tra le tante spicca Radio Zammù, che prende il nome dalla tipica bibita siciliana. Questa web radio è nata dal Laboratorio sulla Radio sul web, nell’ambito del MediaLab della facoltà di Lingue e letterature straniere, e oggi è la radio dell’Università degli studi di Catania. L’obiettivo è quello comunicare efficacemente con gli studenti medi che devono scegliere gli studi accademici, gli studenti universitari che stanno per conseguire la laurea e i neolaureandi che si accingono ad affrontare il mercato del lavoro o il proseguimento degli studi in percorsi di specializzazione. Questo solo un esempio pescato nel vasto panorama delle web radio universitarie.
Allora non ci resta che cliccare sulla tastiera e ascoltare in tutta comodità, da casa, la musica che più ci piace.