Le dieci radio più ascoltate

Oggi anche Audiradio ha pubblicato i suoi dati, relativi all’ascolto di giugno e luglio. Buone notizie nel complesso per il media “radio”, che nel giorno medio ha raggiunto 39,1 milioni di italiani contro i 38,3 dello stesso periodo del 2008, con un aumento del 2,3%. Considerato che gli spettatori della tv diminuiscono, i lettori dei giornali sono sempre quelli, è un risultato che fa ben sperare. Queste sono le prime dieci emittenti in Italia:
RAI RADIOUNO 5.994
RTL 102.5 5.391
RDS 5.106
RADIO DEEJAY 4.937
RADIO 105 4.540
RADIO ITALIA 3.766
RAI RADIODUE 3.389
RADIO KISS KISS 2.563
RADIO R101 1.965
VIRGIN RADIO 1.872
Da notare che Radio Uno scende sotto i 6 milioni di ascoltatori nel giorno medio e che Radio Due è scavalcata da Radio Italia al sesto posto, sempre rispetto al bimestre precedente. La Rai completa questo misero risultato con un netto calo degli ascolti: considerando i tre canali, rispetto allo stesso periodo del 2008, perde quasi due milioni e mezzo di ascoltatori.

Jelli, di notte e di giorno

nullJelli di notte, cioè quando in California è notte e qui è mezzogiorno, è un affare molto diverso. Le scalette sono modificate pochissimo dal voto degli ascoltatori, la radio sembra molto più tradizionale. Ma poi chissà come sono le radio californiane in Fm, che musica trasmettono. Comunque, la radio che cambia a seconda della fascia di ascolto è una sperimentazione interessante. Gli effetti più strani accadono quando sono in ascolto persone con gusti molto diversi. Allora la playlist diventa schizofrenica, e aumenta la frequenza dei passaggi delle grandi hit.
C’è un altro fatto curioso. Questa emittente deve raccogliere informazioni molto dettagliate sui gusti dei singoli ascoltatori, ma per ora non c’è pubblicità.

Tutti al voto, su Jelli

nullLa radio al 100% fatta dagli ascoltatori è Jelli, un’emittente di San Francisco “We’re working to bring democracy to the radio” scrivono sul loro sito i promotori. Il meccanismo è questo: ci si registra con username, password, e si forniscono alcune informazioni. Poi si può cominciare ad ascoltare e votare. Se la canzone in onda piace, si preme il pulsante “Rocks”, altrimenti quello “Sucks”. In questo caso, se ci sono molti altri voti contrari, si riesce a far interrompere il brano in onda. Ogni tanto succede. ma deve essere proprio terribile. A destra c’è la playlist che scorre: si può votare a favore di un brano (e portarlo più avanti nella programmazione) o contro. Il risultato può essere caotico. A me è capitato di ascoltare in sequenza Honey Bucket dei Melvins (heavy metal), Take on Me degli A-Ha (pop anni ’80), Dance Hall Days di Wang Chung (pop anni ’80), Paranoid di Kanye West (brano appena uscito) e Praise of Death degli Slayer (heavy metal). Però il meccanismo è divertente e, soprattutto, permette agli ascoltatori di partecipare alla trasmissione. Ma la cosa più importante è che ascoltare la playlist a cui uno ha contribuito è tutt’altra cosa che seguire passivamente la playlist di un dj. Quello che si trasforma è il rapporto con la radio. “Non cambiare la stazione, cambia il brano” è il motto sul sito web. Certo che non cambio stazione, Jelli è diventata la mia radio.