La settimana alla radio: Spampinato, RU486
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All’inizio di questa settimana ci sono stati i funerali dei sei parà uccisi in Afghanistan. Di conseguenza, tutte le trasmissioni di intrattenimento sono state meno brillanti del solito. Al contrario non sono mancate le trasmissioni di approfondimento. Tra queste, si possono segnalare la puntata di Radio anch’io dedicata alla pillola RU486 e quella di Un abuso al giorno toglie il codice d’intorno su Giovanni Spampinato e la libertà di stampa.
La trasmissione di informazione di Radio Uno ha il merito di aver trattato con equilibrio un argomento controverso (qui il podcast):
Pillola RU486. E’ stata rinviata ai primi di ottobre l’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, di cui il 30 luglio scorso l’Agenzia del farmaco ha autorizzato la commercializzazione. La questione continua a dividere, soprattutto laici e cattolici, con una tensione particolare nel partito democratico. Ieri le dimissioni da relatrice di Dorina Bianchi, capogruppo PD in commissione sanità al Senato. La Bianchi aveva votato a favore dell’indagine conoscitiva sulla RU486.
In particolare, durante la trasmissione è emerso uno dei motivi che spingono i cattolici ad opporsi all’uso della pillola, e cioè la paura che la RU486 possa essere assimilata alla pillola anticoncezionale.
Su Radio 24 Roberto Galullo (disponibile il podcast qui) ha invece dedicato due puntate alla libertà di informazione in Italia, ricordando Giovanni Spampinato, giornalista ucciso a Ragusa all’inizio degli anni Settanta. L’occasione è data dall’assegnazione del premio Siani al libro C’erano bei cani ma molto seri, di Alberto Spampinato, giornalista e fratello di Giovanni.