Fuori i giornalisti dai media
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Dovrebbe a questo punto essere completo il riassetto di Rcs nel settore radiofonico. La rivista MonitoR segnala la cessione al gruppo Prs di tutti i contratti dell’agenzia di news Agr. Prs possiede già Cnr che poduce e trasmette su 40 emittenti regionali i giornali radio e la pubblicità.Questo è l’inizio dellarticolo:
RCS Mediagroup ha ceduto l’agenzia giornalistica AGR, che fornisce i notiziari radiofonici a numerose emittenti radiofoniche italiane. Si completa così, con un anticipo di sei mesi, la cessione alla concessionaria pubblicitaria PRS di Alfredo Bernardini de Pace dell’intero comparto radiofonico che faceva capo alla RCS. Alla fine del 2007 infatti era passata alla PRS la syndication CNR Radio che continuava tuttavia ad avvalersi dei servizi giornalistici di AGR.
Con la cessione delle attività aziendali dell’agenzia giornalistica passano in PRS/CNRmedia anche una decina di giornalisti.
Il gruppo RCS resta nel settore radiofonico attraverso la partecipazione in Finelco, la finanziaria controllata da Alberto Hazan, che gestisce Radio 105, Radio Montercarlo e Virgin Radio Italia. Recentemente è stato rinnovato il patto che unisce RCS ad Hazan con un ritocco della partecipazione di RCS in Finelco, che passa al 37,5 %.
Per far quadrare i bilanci, il gruppo Rcs, come molti altri editori, sta cercando di tagliare i rami meno produttivi e i costi, in particolare il costo del lavoro. In altre parole cerca di ridurre il numero di giornalisti. Il gruppo ha però espresso il suo interesse per la multimedialità , annunciando tra l’altro l’intenzione di continuare a investire in Dada, il sito di musica online. Rcs rimane anche nel settore radio attraverso Finelco, che controlla tre importanti emittenti nazionali. La cessione delle attività di Agr non è quindi un focalizzarsi sulla carta stampa. Casomai è un allontanamento di Rcs dal business dell’informazione, che appare poco remunerativo.