Radio Sherwood parla, Radio Cina tace

Quando il diavolo ci mette la coda” avrebbe detto mia nonna. Proprio ieri, in contemporanea al viaggio in Europa del presidente cinese, sono scoppiate violente proteste nella provincia autonomista dello Xinjiang, subito represse dalla polizia. Si parla di 140 morti. Radio Cina Internazionale, voce ufficiale di Pechino, riporta sul suo sito la notizia:

La sera del 5 luglio, a Urumqi, capoluogo della Regione autonoma del Xinjiang Uyghur, si sono verificati degli incidenti criminali con gravi percosse, assalti, rapine e incendi. Al 6 luglio, le notizie riportano 140 morti e 828 feriti. Appena si sono verificati gli incidenti, il governo locale ha disposto immediatamente le forze di polizia, che attualmente, mantengono la situazione sotto controllo, il traffico e l’ordine sociale della regione sono già stati ripristinati.
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Alle 20,00 del 5 luglio, alcuni individui, si sono uniti illegalmente in Piazza del popolo, in via Jiefang, in via Dabazha, sulla strada meridionale Xinhua e sulla strada Waihuan a Urumqi, dando il via a percosse, assalti, rapine e incendi. La polizia del Xinjiang è arrivata immediatamente sul posto e alle 22,00 della stessa sera, i tumulti per le strade principali e nei punti commerciali erano già tutti sedati, attualmente il traffico e l’ordine sociale di Urumqi sono ripristinati.
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Secondo quanto illustrato, oltre ad aver causato morti e feriti, i criminali hanno anche danneggiato e incendiato oltre 260 automobili, 203 negozi e 14 case sono stati danneggiati e la superficie dei vari edifici incendiati ha raggiunto più di 56 mila metri quadrati.
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Gli organismi per la sicurezza pubblica del Xinjiang hanno costatato che quest’incidente è stato organizzato e premeditato, si tratta di un caso grave di violenza criminale tramato, guidato e provocato all’interno dei confini direttamente dal “Congresso Mondiale della gioventù Uyghur” con a capo il separatista Rebiya Kadeer, il quale ha approfittato di un caso di sicurezza pubblica accaduto a Shaoguan nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina.

La web radio cinese è invece ancora muta. Chissà se ci saranno proteste in Italia. Il presidente della Cina è a Roma per una visita di Stato e dovrebbe partecipare al G8, quindi potrebbe essere contestato in modo relativamente facile. In realtà, sembra che la mobilitazione sarà contro il G8 dell’Aquila, il presidente Barack Obama, e la base di Vicenza. Sabato a Padova, al festival di Radio Sherwood, ci sono stati scontri tra no global e la polizia. Oggi ventuno appartenenti dell’Onda sono stati arrestati per gli scontri di maggio a Torino. Su Radio Sherwood è in corso una diretta sull’occupazione dei rettorati in varie città italiane.

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