Tutti al voto, su Jelli
Leggi tutti gli articoli di Claudia Grisanti
La radio al 100% fatta dagli ascoltatori è Jelli, un’emittente di San Francisco “We’re working to bring democracy to the radio” scrivono sul loro sito i promotori. Il meccanismo è questo: ci si registra con username, password, e si forniscono alcune informazioni. Poi si può cominciare ad ascoltare e votare. Se la canzone in onda piace, si preme il pulsante “Rocks”, altrimenti quello “Sucks”. In questo caso, se ci sono molti altri voti contrari, si riesce a far interrompere il brano in onda. Ogni tanto succede. ma deve essere proprio terribile. A destra c’è la playlist che scorre: si può votare a favore di un brano (e portarlo più avanti nella programmazione) o contro. Il risultato può essere caotico. A me è capitato di ascoltare in sequenza Honey Bucket dei Melvins (heavy metal), Take on Me degli A-Ha (pop anni ’80), Dance Hall Days di Wang Chung (pop anni ’80), Paranoid di Kanye West (brano appena uscito) e Praise of Death degli Slayer (heavy metal). Però il meccanismo è divertente e, soprattutto, permette agli ascoltatori di partecipare alla trasmissione. Ma la cosa più importante è che ascoltare la playlist a cui uno ha contribuito è tutt’altra cosa che seguire passivamente la playlist di un dj. Quello che si trasforma è il rapporto con la radio. “Non cambiare la stazione, cambia il brano” è il motto sul sito web. Certo che non cambio stazione, Jelli è diventata la mia radio.