Giuliano Ferrara, Ferruccio de Bortoli nella nuova mattina di Radio 24

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La programmazione mattutina di una delle radio più orientate all’informazione e alle news in tempo reale cambia volto; firme importanti del giornalismo italiano animeranno Radio 24 a partire dal 19 gennaio. L’emittente del Gruppo 24 Ore apre il nuovo anno con numerosi programmi caratterizzati dai commenti e dalle opinioni di personaggi come Giuliano Ferrara e Ferruccio de Bortoli, che racconteranno la cronaca, l’economia, la politica e l’attualità della realtà del nostro Paese.
All’interno del contenitore “24 Mattino”, in onda dalle 07.30 alle 09.00 gli ascoltatori saranno informati sui titoli dei quotidiani più importanti della stampa nazionale ed internazionale con “In primo Piano. La rassegna Stampa di Radio 24”; ogni settimana l’appuntamento sarà condotto da diversi noti direttori, giornalisti e opinionisti, a partire dal responsabile dell’Ansa Giampiero Gramaglia e da Radiocor Fabio Tamburini.
Debora Rosciani condurrà “Soldi e Dintorni”, un appuntamento concentrato sui fatti economici più rilevanti, a seguire l’ “Asterisco” di Ferruccio de Bortoli, che commenterà le news del giorno. Alessandro Milan terminerà “24 Mattino” con “Cronaca in Diretta”.
Ma le novità non finiscono qui, infatti la mattina di Radio 24 proseguirà, fino alle 10.00, con “Parliamo con l’Elefante” di Giuliano Ferrara che incentrerà la trasmissione su una panoramica personale dei fatti del giorno, con ospiti e interventi del pubblico, che potranno intervenire in diretta.

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7 Responses to “Giuliano Ferrara, Ferruccio de Bortoli nella nuova mattina di Radio 24”

  1. 1
    Davide Zanfi Says:

    hanno perso un ascoltatore

  2. 2
    Riccardo Grandi Says:

    hanno perso un altro ascotatore fedele della trasmissione del mattino

  3. 3
    Roberto Destrieri Says:

    Ecco un altro ascoltatore perduto di Radio 24….

  4. 4
    Giancarlo Says:

    Radio Teheran 24

  5. 5
    Michael Korovkin Says:

    Caro Ferrara,
    Avendo collaborato alla Terzapagina de “Il Giornale” di Montanelli, ti do del tu, come a un collega.

    A propsito di Battisti. Da un osservatore distaccato (origini non-italiani… purtroppo si vede anche come scrivo), vedo solite chiacchiere – tutto interpretazione (arbitraria) i niente sostanza. E la sostanza DOVREBBE essere, molto brevemente, questa:
    1. Lex durum est, lex est, oppure Law and “Common Sense” don’t mix. Cioè, Battisti è condannato per umicidio (alla vecchia Ghertrude: l’umicidio è l’umicidio è l’umicidio) nel uno dei paesi più garantisti del mondo, e deve scontare la pena.
    2. Se a Toni Negri et all. non piace il fatto che gli umicidi (tra i quali tanti “gratuiti” anche dal punto di vista di questa loro dimenziale ed infantile “lotta”) commessi dai terroristi, siano equiparati agli umicidi “ordinari”, dovrebbe parlare non di Battisti, ma che le sue “verità” storiche esiguono il cambiamento delle leggi riguardo i reati degli anni di piombo adesso, in questi nostri anni di merda. Come ha detto un poliziotto canadese faccendo a me-indignato la multa per eccesso v.ta di 3 km/ora: “You don’t like it, sir – talk to your M.P.” Ecco a chi deve parlare Toni Negri – al suo M.P.
    Ma finché le leggi sono quelle che sono, Battisti è un assassino lattitante come furono Riina e Provenzano.
    In Italia, le leggi sono due: per i briganti (vanno dentro per due anni per aver rubato 2 etti di salame) e per i “galantuomini” (sono innocenti anche dopo esssere condannati). E tutto il paese DISCUTTE – questo certo tizio (p.es. Battisti) sarebbe abbastanza galantuomo per non applicarne la legge o no. E’, mi scusa lo sfogo, da buffoni assoluti.
    Buon lavoro!
    Michael A. Korovkin
    Professor of Sociology & Communication Studies
    European School of Economics (Buckingham Univ.)
    Via Quintino Sella 22/24
    Rome, Italy
    Tel. (private) +390 761 924461
    Fax +390 761 407748
    cel. +39 333 4697719
    e-mail: kommos@tin.it

  6. 6
    Michael Korovkin Says:

    Caro Ferrara,
    Avendo collaborato alla Terzapagina de “Il Giornale” di Montanelli, ti do del tu, come a un collega.

    A propsito di Battisti. Da un osservatore distaccato (origini non-italiani… purtroppo si vede anche da come scrivo), vedo solite chiacchiere – tutto interpretazione (arbitraria) e niente sostanza. E la sostanza DOVREBBE essere, molto brevemente, questa:
    1. Lex durum est, lex est, oppure Law and “Common Sense” don’t mix. Cioè, Battisti è condannato per umicidio (alla vecchia Ghertrude: l’umicidio è l’umicidio è l’umicidio) nel uno dei paesi più garantisti del mondo, e deve scontare la pena.
    2. Se a Toni Negri et all. non piace il fatto che gli umicidi (tra i quali tanti “gratuiti” anche dal punto di vista di questa loro dimenziale ed infantile “lotta”) commessi dai terroristi, siano equiparati agli umicidi “ordinari”, dovrebbe parlare non di Battisti, ma che le sue “verità” storiche esiguono il cambiamento delle leggi riguardo i reati degli anni di piombo adesso, in questi nostri anni di merda. Come ha detto un poliziotto canadese faccendo a me-indignato la multa per eccesso v.ta di 3 km/ora: “You don’t like it, sir – talk to your M.P.” Ecco a chi deve parlare Toni Negri – al suo M.P.
    Ma finché le leggi sono quelle che sono, Battisti è un assassino lattitante come furono Riina e Provenzano.
    In Italia, le leggi sono due: per i briganti (vanno dentro per due anni per aver rubato 2 etti di salame) e per i “galantuomini” (sono innocenti anche dopo esssere condannati). E tutto il paese DISCUTTE – questo certo tizio (p.es. Battisti) sarebbe abbastanza galantuomo per non applicarne la legge o no. E’, mi scusa lo sfogo, da buffoni assoluti.
    Buon lavoro!

    Dr. Michael A. Korovkin
    Professor of Sociology & Communication Studies
    European School of Economics (Buckingham Univ.)
    Via Quintino Sella 22/24
    Rome, Italy
    e-mail: kommos@tin.it

  7. 7
    cristina vallini Says:

    Dopo il primo mese non ci sono dubbi: Ferrara fa una propaganda pesante per il governo e irride chi dissente. Insomma, è sempre lui, e se la radio lo ha chiamato e non lo manda via ha certo i suoi perché. Certamente chi, come me, non apprezza la scelta ha deciso di cambiare ascolto.

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